Parto precisando alcuni concetti che stanno alla base di quanto verrà detto.
La potenza del motore è legata al numero dei giri e per il

aumenta fino circa 7000 giri/min
Per migliorare le prestazioni (spunto, accelerazione e velocità ) occorre andare a “caccia” di potenza...e non di altro.
Ogni trasmissione ha la funzione di “trasferire potenza” (con qualche inevitabile perdita).
La potenza trasmessa dalla ruota motrice al terreno determina una Forza di spinta sul
Una forza di spinta produce accelerazione mentre una forza frenante (attrito dell’aria, resistenza al rotolamento, frenata) produce decelerazione.
Se la forza di spinta e le forze frenanti si equilibrano non vi è ne accelerazione ne decelerazione quindi la velocità è costante.
La potenza del RE può essere anche calcolata moltiplicando la forza di spinta per la sua velocità.
Come terminologia si indica con:
trasmissione primaria quella costituita da (variatore – cinghia – puleggia frizione).
trasmissione secondaria la doppia coppia di ingranaggi che trasmette la potenza dalla campana della frizione all’asse della ruota posteriore.
Nella trasmissione primaria avremo una
puleggia motrice che è quella del variatore ed una
puleggia condotta che è quella collegata alla frizione.
Per
chiusura del variatore si intende l’avvicinamento della semipuleggia mobile (quella dei rulli) alla semipuleggia fissa (quella con le alette di raffreddamento)
Ecco una sintesi di quanto ho capito (spero bene) a riguardo di alcuni dei singoli interventi che si possono realizzare sulla trasmissione primaria.
RULLI (15 – 14 – 12 – 11 – 10 – 8 gr)
Consiste nel variare (solitamente diminuire) la massa dei rulli.
Diminuendo la massa diminuisce la forza centrifuga che agisce sui rulli quindi aumentano i giri motore necessari per avere la stessa chiusura del variatore o, ciò che è lo stesso, a parità di giri la chiusura del variatore è minore. Ne deriva un rapporto di trasmisssione più corto. Il motore gira ad un regime mediamente più alto quindi eroga fin da subito maggiore potenza.
Effetti prodotti
Migliora lo spunto iniziale e l’accelerazione perché a parità del numero dei giri, e quindi di potenza erogata il variatore chiude meno quindi diminuisce il rapporto di trasmissione primario. Ciò comporta una diminuzione di velocità ed un aumento della forza di spinta quindi della accelerazione.
Nonostante la diminuzione della massa dei rulli la velocità massima può aumentare se, grazie ad un congruo aumento del numero di giri, il variatore riesce a chiudersi completamente. In questa situazione si raggiunge il massimo rapporto lungo con un maggiore numero di giri, quindi con maggiore velocità. Resta poi da verificare quanto allungo rimane ancora.
Influenza del peso trasportato.
Maggiore è il peso trasportato e maggiore è la potenza richiesta al motore per la medesima velocità.
Se non si vuole perder in spunto ed accelerazione sarà necessario intervenire ad esempio diminuendo la massa dei rulli con il crescere del peso trasportato.
RASAMENTO (0,5 – 1,0 – 1,5 mm)
Consiste nell’inserire un anello di diametro interno ed esterno pari a quello della boccola del variatore in modo da allungare la boccola stessa e di conseguenza allontanare la semipuleggia fissa da quella mobile. Stesso risultato si ottiene utilizzando una boccola più lunga.
Aumentando la distanza fra le due semipulegge (fissa e mobile) si diminuisce il diametro della puleggia motrice. Ciò detremina una diminuzione del rapporto di trasmissione che risulterà più corto dell’originale a qualunque numero di giri.
Effetti prodotti
Diminuendo il rapporto di trasmissione il motore sale più facilmente di giri e permette di erogare più potenza in partenza quindi migliora lo spunto.
A parità di giri e quindi di potenza erogata il rapporto di trasmissione è più corto quindi la velocità è minore e di conseguenza saranno maggiori la forza di spinta e quindi l’accelerazione.
Diminuisce la velocità massima perché diminuisce il massimo rapporto lungo.
ALLUNGAMENTO PISTE (0,5 – 1,0 mm)
Si tratta in realtà di un allungamento della corsa dei rulli per permettere di sfruttare almeno in parte l’ultimo tratto della pista. Consiste nel fresare il bordo esterno di contenimento dei rulli nelle zone in cui i rulli stessi vi battono contro. Ciò permette ai rulli un ulteriore avanzamento.
Data l’inclinazione delle piste il variatore subirà una ulteriore chiusura.
Il lavoro richiede una discreta manualità poiché, per non provocare scompensi e vibrazioni nella rotazione occorre asportare la stessa quantità di materiale dal bordo di contenimento di ogni pista.
Effetti prodotti
Aumentando la chiusura del variatore ai regimi alti di giri si ha un aumento del valore massimo del rapporto di trasmissione (rapporto più lungo) quindi un aumento, a parità di giri, della velocità massima (migliore allungo).
Non vi sono effetti ai bassi regimi di giri.
VARIAZIONE INCLINAZIONE GOLA PULEGGIA MOTRICE Consiste nel tornire le semipulegge fissa e mobile del variatore per cambiare (normalmente aumentare) l’inclinazione della gola. La tornitura deve essere fatta su entrambe le semipulegge per mantenere la simmetria. La cinghia di trasmissione avrà quindi inizialmente (cioè appena eseguita la modifica al variatore) una inclinazione diversa. Sarà quindi necessario un periodo di rodaggio della trasmissione sia per “gommare” il variatore sia per adattare l’inclinazione della cinghia. Ritengo che un lavoro eseguito a perfetta regola d’arte dovrebbe richiedere un analogo intervento sulla puleggia condotta.
La elaborazione può essere eseguita in diversi modi variando la quantità di materiale asportato verso la parte centrale delle semipulegge (0,5 – 1,0 – 1,5 mm) per andare a zero al bordo esterno oppure ad una data distanza dal bordo stesso (15 – 20 – 25 mm).
Effetti prodotti
Mentre il rasamento produce una diminuzione del rapporto di trasmissione qualunque sia il numero dei giri del motore, questo intervento determina una forte riduzione del rapporto di trasmissione (rapporto più corto) nella zona dei bassi regimi ed una riduzione sempre minore man mano che si procede verso il bordo esterno della puleggia motrice cioè nella zona ad alto regime di giri. Se poi la tornitura termina ad una certa distanza dal bordo estremo, agli alti regimi non si avrà alcun cambiamento del rapporto di trasmissione.
Come conseguenza si avrà un miglioramento dello spunto e della accelerazione ai bassi regimi di giri senza perdere in velocità (allungo) agli alti regimi.
RIGIDEZZA MOLLA DI CONTRASTOConsiste nel variare la rigidezza (durezza) della molla di contrasto della puleggia condotta (quella della frizione).
La rigidezza di una molla (K) si esprime un N/m (Newton al metro) e
simbolicamente esprime quanta forza sarebbe necessaria per accorciare (o allungare) una molla di un metro.
Se vogliamo sapere quanta forza serve per accorciare la molla di un centimetro dovremo dividere per 100 (cento) la sua rigidezza. Se quindi una molla ha rigidezza K=2500 N/m per accorciarla (o allungarla) di un centimetro occorre applicare una forza di 25 N (corrispondenti a cirac2,5 Kg forza).
Maggiore sarà la rigidezza della molla e maggiore sarà la forza che la cinghia (attraverso le sue due facce laterali) dovrà esercitare sulla puleggia condotta per aprirla. Ne deriva che maggiore dovrà essere anche la forza di trazione agente sulla cinghia stessa e quindi la forza che i rulli dovranno esercitare per chiudere il variatore.
A parità di giri del motore il variatore risulterà più aperto (rapporto più corto) o, ciò che è lo stesso, per ottenere la medesima chiusura del variatore occorrerà un regime di giri più alto.
Effetti prodotti.
Gli effetti sono parzialmente analoghi a quelli della diminuzione della massa dei rulli.
Un esempio numerico ci aiuterà a capire più nel dettaglio gli effetti.
Prendiamo in considerazione la molla dell’esempio di prima avente rigidezza K=2500 N/m. Per comprimere la molla di 1 cm il variatore, tramite le facce laterali della cinghia, dovrà applicarle una forza di 25 N, per comprimerla di 2 cm la forza dovrà essere di 50 N, per 3cm di 75N e così via.
Se invece inseriamo una molla di rigidezza K=3500 N/m le suddette forza saliranno rispettivamente a 35N – 70N e 105N con un aumento rispettivamente di 10N – 20N e 30N.
In sintesi aumentare la rigidezza della molla di contrasto significa aumentare progressivamente con l’aumentare del numero dei giri lo sforzo che il variatore deve fare per aumentare il rapporto di trasmissione.
In conclusione l’aumento della rigidezza della molla di contrasto determina un certo miglioramento dello spunto, un buon miglioramento dell’accelerazione ma una perdita di velocità massima
SPRING SLIDERConsiste nell’interporre fra la molla e la battuta di contenimento uno speciale cuscinetto la cui funzione primaria è quella di evitare la torsione della molla causata dall’intervento del “correttore di coppia”.
Poiché il cuscinetto ha un certo spessore (4 mm = 0,4 cm) si ha anche l’effetto secondario di una permanente compressione della molla.
In altre parole la molla di contrasto viene precaricata.
Questo medesimo effetto secondario ( ma non la eliminazione della torsione) può essere ottenuto con una semplice rondella dello stesso spessore dello spring spider.
Effetti prodotti.
Il precarico di una molla ha un effetto analogo (ma non identico) a quello di un aumento della rigidezza della molla di contrasto. L’effetto dello spring spider è più blando poiché l’aumento della forza è legato al solo spessore dello spring slider e non dipende da quanto la molla viene compressa.
Il solito esempio numerico ci aiuta a capire.
Prendiamo in considerazione la molla dell’esempio di prima avente rigidezza K=2500 N/m. L’introduzione dello spring slider determina un precarico di ((2500/100) x 0,4) = 10N.
Allora il variatore per comprimere la molla di 1 cm dovrà, tramite la cinghia, applicarle una forza di (25 + 10)=35N mentre per comprimerla di 2 cm dovrà applicare una forza di (50 + 10)=60N e per 3 cm (75 + 10)=85N
L’introduzione dello spring spider può essere adottato per compensare un aumento del peso trasportato senza diminuire eccessivamente la massa dei rulli.
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Raffaele